Macchè perdita di tempo, la pausa caffè!

Cambiano le preferenze, le necessità, il modo di lavorare, che diventa più smart. Ma nell’ufficio 3.0 c’è sempre una cosa che non mancherà mai: il caffè e la sua pausa.

Come sarà l’ufficio del futuro? Gli esperti dicono che sarà multifunzionale, eco-sostenibile, agile e pieno di tecnologie. Un posto dove ci si reca volentieri e che aumenta la soddisfazione delle persone e che si evolve sempre più in direzione delle esigenze e dell’accoglienza delle persone e a una spinta al work life balance, ovvero modalità che possano agevolare la conciliazione della vita personale con quella lavorativa.

Ed è proprio l’ufficio 3.0 l’oggetto della tavola rotonda organizzata da Nespresso, con l’obiettivo di mettere in luce i cambiamenti che avverranno in un prossimo futuro, compresa l’irrinunciabile coffee break. Qui abbiamo scoperto che la pausa caffè non è più considerata una perdita di tempo dai datori di lavoro, anzi, un momento che aiuta ad aggregare idee e a confrontarsi. Una tazzulella di caffè, dunque, aiuta a lavorare meglio? Sicuramente sì, e sono tante le ricerche che lo sostengono. In primis il caffè fa bene al lavoro (senza esagerare). Secondo la European Food Safety Authority quei 75 mg di caffeina (quello che c’è in una tazzina) hanno un effetto concreto sulla produttività: si sarebbe effettivamente più svegli e concentrati.

Con l’indagine commissionata per l’occasione da Accenture Interactive si va oltre, come conferma Max Cremonini, Responsabile Content & Creative di Accenture Interactive: «Il workplace del futuro ha evidenziato l’emergere di modalità di lavoro innovative, in grado di stimolare benessere e produttività: il luogo di lavoro del futuro riproduce la sensazione di casa per favorire il dialogo e la cooperazione, andando così a consolidare le relazioni interpersonali, anche durante le pause».

Perché in questo contesto di benessere e produttività crescono all’interno dell’ufficio gli spazi dedicati ad attività non strettamente lavorative, come aree break dove staccare e rilassarsi. Aree accoglienti dopo la pausa caffè favorisce lo scambio di opinioni e punti di vista che sviluppa la creatività e fa da contraltare al momento del lavoro in senso classico, quando si sta seduti alla scrivania.

D’altronde in ufficio la pausa caffè rimane un rito irrinunciabile. «Due dei tre caffè in media consumati ogni giorno si bevono sul luogo di lavoro o in orario di lavoro», dice Stefano Goglio, direttore generale Nespresso e lo studio Accenture Interactive evidenzia come il 98% degli intervistati crede che un caffè di qualità aiuti il benessere in azienda. Se il benessere aziendale si potesse misurare in pause caffè saremmo un popolo di felici cronici.

Sicuramente, il rendimento, la produttività e la soddisfazione dei dipendenti sono fattori influenzati dal benessere, come conferma la ricerca Accenture: «L’azienda è diventata human centric. Il dipendente è al centro di un esperienza a 360°, che parte dai benefit più tradizionali, da nuove modalità di lavoro e si estende negli spazi aziendali che assumono nuova veste per rendere il dipendente felice, rilassato, soddisfatto». Perché più felicità vuol dire maggior produttività, ormai lo sappiamo.
MARCO TRABUCCHI

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Author: globalvending

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